Regolamento d'Istituto

1 REGOLAMENTO D’ISTITUTO

Il presente Regolamento annualmente aggiornato dal Consiglio d'Istituto dell'Istituto Statale "Giovanni Valle" di Padova, enuncia le disposizioni generali che devono regolare la vita dell'Istituto sulla base del POF, della Carta dei Servizi e del regolamento recante lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria (D.P.R. 24 giugno 1998, n.249 e DPR. del 21 novembre 2007 n. 235). Fine specifico dell'Istituto è l'attuazione del diritto allo studio degli studenti in un clima di libertà, di solidarietà e di rispetto della dignità umana. Questo regolamento interno è fatto di norme da rispettare per rendere tranquillo e sicuro l'ambiente in cui una comunità numerosa trascorre la maggior parte della giornata.

STATUTO DELLE STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI
1.1 Vita della comunità scolastica
La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia, fatta a New York il 20 novembre 1989, e con i principi generali dell'ordinamento italiano. La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui èparte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l'educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione dell'identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all'evoluzione delle conoscenze e all'inserimento nella vita attiva. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.

Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all'accoglienza e alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali.

La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:
un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico di qualità;
offerte formative aggiuntive e integrative, anche mediante il sostegno di iniziative liberamente assunte dagli studenti e dalle loro associazioni;
iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio, nonché per la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica,
la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti anche diversamente abili; la disponibilità di un'adeguata strumentazione tecnologica; servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica. Il personale non docente collabora con il resto della comunità scolastica affinché il clima nella scuola sia il più sereno possibile. Il personale non docente è tenuto, nel rapportarsi con gli alunni e con il resto del personale, al rispetto della persona, con particolare riguardo per le persone svantaggiate.
1.2  Diritti degli studenti
Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l’orientamento, l’identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell’apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso una adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste, di sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome.
La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla riservatezza.
Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regalano la vita della scuola.
Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola.
Gli studenti hanno diritto di assemblea.
I dirigenti scolastici e i docenti, attivano con gli studenti “un dialogo costruttivo” sulle scelte di loro competenza in tema di:
  1. Programmazione
  2. Definizione degli obiettivi educativo-didattici
  3. Criteri di valutazione
  4. Scelta dei libri di testo e del materiale didattico.
  5. Organizzazione della scuola

1.3 Doveri e provvedimenti disciplinari

1.3.1. Divieti
a)Gli alunni non possono introdurre nell'edificio scolastico materiali o oggetti incompatibili con le finalità della scuola; inoltre durante l'orario delle lezioni non è consentito l'accesso ai locali dell'Istituto a persone estranee, se non per giustificati motivi.
b)Durante le attività didattiche tutti gli apparecchi elettronici ed informatici ,per uso personale, devono rimanere spenti. In caso di non ottemperanza, il docente è autorizzato a ritirare l’apparecchio fino al termine della lezione, con annotazione sul registro di classe.  È fatto divieto di lasciare qualsiasi oggetto sotto i banchi al termine delle lezioni.
c)È vietato gettare i rifiuti fuori degli appositi contenitori.
d)È vietata l’affissione di manifesticontrari a norme di legge o di regolamento e contenenti propaganda politica o commerciale. In ogni caso l'affissione deve essere approvata dal Dirigente Scolastico.
e)L’uso dell’ascensore è consentito al personale autorizzato e agli studenti muniti di autorizzazione scritta temporanea o permanente nel rispetto delle norme di sicurezza indicate. Chiunque violi tali norme è soggetto a sanzioni disciplinari.
f)La distribuzione di volantini o di stampa in genere è permessa solo fuori del recinto dell'Istituto.
g)Durante il cambio dell’ora gli alunni devono rimanere in classe. Durante l’intervallo gli studenti devono uscire dalle aule e laboratori, in quanto la vigilanza dei docenti è assicurata negli spazi comuni.
h)È fatto divieto assoluto di fumare in tutti i locali interni ed esterni della scuola e durante gli spostamenti esterni.
i)È vietato l'ingresso nel laboratori se non in presenza degli insegnanti.
j)E’ vietato mangiare e bere in classe e nei laboratori. È altresì vietato consumare cibi e bevande sulle scale e durante gli spostamenti.
k)Non possono essere effettuate ricariche di batteria per strumenti ad uso personale collegandosi alla rete d’Istituto.
l)I libri di testo non possono essere lasciati nell’armadio dell’aula al termine delle lezioni.
 
1.3.2 Doveri
a) Gli studenti hanno l'obbligo di essere puntuali, di frequentare regolarmente le lezioni con attenzione e di impegnarsi nello studio.
b) Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d'istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che richiedono per se stessi.
c) Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento dei loro doveri gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi della vita della comunità scolastica;
d) Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti e dal Dirigente Scolastico;
e) Gli studenti sono tenuti ad utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio e all’immagine della scuola;
f) Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l'ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola.
 
1.3.3  Sanzioni applicabili e organo preposto ad erogarle.
I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino dei rapporti corretti all'interno della comunità scolastica.
La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare può influire sulla valutazione del profitto.
In nessun caso può essere sanzionata la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell'altrui personalità.
Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente.
La sanzione disciplinare diventa operativa al massimo dopo 3 giorni dalla data della delibera da parte dell’autorità competente, se lo studente non presenta richiesta scritta di conciliazione indirizzata al Dirigente Scolastico. Allo studente può essere offerta la possibilità di convertire la sanzione disciplinare in attività in favore della comunità scolastica e sociale.  
Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi e reiterate infrazioni disciplinari. Nei periodi di allontanamento deve essere previsto un rapporto con lo studente e i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica.
L'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche in seguito a comportamenti di violenza, di minacce, ricatto, estorsione, di sopraffazione nei confronti di coetanei soprattutto se disabili, portatori di handicap o, comunque, che si trovino in una situazione di difficoltà, comportamenti che configurino delle fattispecie di reati che violano la dignità ed il rispetto della persona umana o che mettano in pericolo l’incolumità delle persone e che, al contempo, nei casi più gravi, siano caratterizzati dalla circostanza di essere stati ripetuti dalla stessa persona, nonostante per fatti analoghi fosse già stato sanzionato, e che quindi siano connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale nell’ambito della comunità scolastica. In tal caso la durata dell'allontanamento è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo.
Nei casi in cui l'autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo stesso studente sconsiglino il rientro nella comunità scolastica di appartenenza, allo studente è consentito di iscriversi, anche in corso d'anno, ad altra scuola.
Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d'esame sono inflitte dalla commissione d'esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.
 
Vi sono cinque gradi di sanzione:

Gradi delle sanzioni

Organi competenti a irrogare le sanzioni
1-richiamo verbale; annotazione sul registro di classe e/o sul libretto personale; convocazione dei genitori; svolgimento di attività connesse ai programmi di studio;
Docenti, Dirigente Scolastico Consiglio di Classe (solo docenti)
2-allontanamento dello studente per un periodo non superiore ai 15 gg oppure svolgimento di attività utili alla comunità scolastica;
Consiglio di classe al completo
3-allontanamento dello studente per un periodo superiore ai 15 gg
Consiglio d’Istituto
4-allontanamento dello studente fino al termine dell'anno scolastico
Consiglio d’Istituto
5-esclusione dello studente dallo scrutinio finale, o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi
Consiglio d’Istituto
 
In riferimento al mancato rispetto dei Doveri si prevede quanto segue:
Per le infrazioni ai Doveri
Sanzioni
Autorità competenti a irrogare le sanzioni

 

a)Gli studenti hanno l'obbligo di essere puntuali e di frequentare regolarmente le lezioni con attenzione, di impegnarsi nello studio,
 
-richiamo verbale; annotazione sul registro di classe e/o sul libretto personale; convocazione dei genitori; svolgimento di attività connesse ai programmi di studio;
Docente,DirigenteScolastico, Consiglio di Classe (solo docenti)
in caso di assenza collettiva ripetuta
-sospensione delle visite didattiche e dei viaggi d'istruzione
Consiglio di Classe al completo
 
b) Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d'istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che richiedono per se stessi,
 
-richiamo verbale; annotazione sul registro di classe e/o sul libretto personale; convocazione dei genitori; svolgimento di attività connesse ai programmi di studio;
Docente, Dirigente Scolastico, Consiglio di Classe(solo docenti)
-svolgimento di attività utili alla comunità scolastica e sociale
Consiglio di Classe al completo
 
Se la mancanza di rispetto è ritenuta grave nei casi con aggravanti e/o di recidiva
 
-convocazione immediata dei genitori per informare personalmente dell’accaduto e comunicare l’avvio del procedimento disciplinare
Docente, Dirigente Scolastico,
 
allontanamento dello studente dalla comunità scolastica per un periodo non superiore ai 15 gg oppure svolgimento di attività utili alla comunità scolastica e sociale
Consiglio di Classe al completo

 

c) Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento dei loro doveri gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi della vita della comunità scolastica;
-richiamo verbale; annotazione sul registro di classe e/o sul libretto personale; convocazione dei genitori; svolgimento di attività connesse ai programmi di studio;
Docente,Dirigente Scolastico, Consiglio di Classe (solo docenti)
 
-allontanamento dello studente per un periodo non superiore ai 15 gg, oppure svolgimento di attività utili alla comunità scolastica e sociale
Consiglio di Classe al completo

 

d) Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti e dal Dirigente Scolastico
 
 
 
 
 
 
-richiamo verbale; annotazione sul registro di classe e/o sul libretto personale; convocazione dei genitori; svolgimento di attività connesse ai programmi di studio;
Docente, Dirigente Scolastico, Consiglio di Classe (solo docenti)
- allontanamento dello studente per un periodo non superiore ai 15 gg, oppure svolgimento di attività utili alla comunità scolastica e sociale
Consiglio di Classe al completo

 

e) Gli studenti sono tenuti ad utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio e all’immagine della scuola;
 
 
 
 
 
 
 
Oltre al risarcimento del danno in relazione all’entità del danno e  alla volontarietà dell’atto:
-richiamo verbale; annotazione sul registro di classe e/o sul libretto personale; convocazione dei genitori; svolgimento di attività connesse ai programmi di studio;
Docente,Dirigente Scolastico, Consiglio di Classe (solo docenti)
-allontanamento dello  studente per un periodo non superiore ai 15 gg, oppure svolgimento di attività utili alla comunità scolastica e sociale
Consiglio di Classe al completo
 
-allontanamento dello studente per un periodo superiore ai 15 gg
Consiglio d’Istituto

 

f) Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l'ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola
-richiamo verbale; annotazione sul registro di classe e/o sul libretto personale; convocazione dei genitori; svolgimento di attività connesse ai programmi di studio;
Docente, Dirigente Scolastico,Consiglio di Classe(solo docenti)
allontanamento dello  studente per un periodo non superiore ai 15 gg, oppure svolgimento di attività utili alla comunità scolastica e sociale
Consiglio di Classe al completo
 

 

G) L'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche in seguito a  comportamenti di violenza, di minacce, ricatto, estorsione, di sopraffazione nei confronti di coetanei soprattutto se con BESo, comunque, che si trovino in una situazione di difficoltà, comportamenti che configurino delle fattispecie di reati che violano la dignità ed il rispetto della persona umana o che mettano in pericolo l’incolumità delle persone e che, al contempo, nei casi più gravi, siano caratterizzati dalla circostanza di essere stati ripetuti dalla stessa persona, nonostante per fatti analoghi fosse già stato sanzionato, e che quindi siano connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale nell’ambito della comunità scolastica.

 

In tal caso la durata dell'allontanamento è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo:
-allontanamento dello  studente per un periodo non superiore ai 15 gg, oppure svolgimento di attività utili alla comunità scolastica e sociale
 
Consiglio di Classe al completo
 
-allontanamento dello studente per un periodo superiore ai 15 gg
Consiglio d’Istituto
-allontanamento dello studente fino al termine dell'anno scolastico
Consiglio d’Istituto
-esclusione dello studente dallo scrutinio finale, o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi
 
 
 
Consiglio d’Istituto
 
 
 
 
 
 
Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente.
La sanzione disciplinare diventa operativa al massimo dopo 3 giorni dalla data della delibera da parte dell’autorità competente, se lo studente non presenta richiesta scritta di conciliazione indirizzata al Dirigente Scolastico. Allo studente può essere offerta la possibilità di convertire la sanzione disciplinare in attività in favore della comunità scolastica e sociale.
 
1.3.4  Impugnazioni all’Organo di garanzia
Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da parte degli studenti, entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito Organo di garanzia interno all’Istituto, del quale fanno parte:
o  Il Dirigente Scolastico.
o  Un docente effettivo ed un supplente designati dal Consiglio d’Istituto.
o  Uno studente effettivo ed un supplente eletti dai rappresentanti degli studenti nei Consigli di Classe.
o  Un genitore effettivo ed un supplente designati dai rappresentanti dei Genitori nel Consiglio d’Istituto.
L’Organo di garanzia decide, su richiesta degli studenti o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all’interno della scuola in merito all’applicazione del presente regolamento, entro il termine di 10 giorni.

Qualora l’organo di garanzia non decida entro tale termine, la sanzione non potrà che ritenersi confermata.

Ad eccezione del Dirigente Scolastico è incompatibile nell’Organo di Garanzia la presenza

a)del soggetto che abbia irrogato la sanzione;
b)dello studente cui sia stata comminata la sanzione e dei suoi genitori o tutori, obbligati all’astensione.
Nei casi di incompatibilità di cui alle precedenti lettere a) e b) subentrano i membri supplenti.
 
Contro le violazioni dello Statuto, anche contenute nel Regolamento d’Istituto, e contro l’emanazione dei provvedimenti disciplinari è ammesso il reclamo all’Organo di Garanzia Regionale entro il termine di quindici giorni, in analogia con quanto previsto dal comma 1 dell’art. 5, decorrenti dalla comunicazione della decisione dell’organo di garanzia della scuola o dallo spirare del termine di decisione ad esso attribuito. L’organo di garanzia regionale, dopo aver verificato la corretta applicazione della normativa e dei regolamenti, procede all’istruttoria esclusivamente sulla base della documentazione acquisita o di memorie scritte prodotte da chi propone il reclamo o dall’Amministrazione (Comma 4). Non è consentita in ogni caso l’audizione orale del ricorrente o di altri controinteressati. L’organo di garanzia regionale deve esprimere il proprio parere entro il termine perentorio di 30 giorni . Qualora entro tale termine l‘organo di garanzia non abbia comunicato il parere o rappresentato esigenze istruttorie, per cui il termine è sospeso per un periodo massimo di 15 giorni e per una sola volta (Art.16 - comma 4 della Legge 7 agosto 1990, n. 241), il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale può decidere indipendentemente dal parere.
 
1.4  Assemblee degli studenti e dei genitori
  • Diritto di assemblea

Gli studenti e i genitori hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali della scuola, secondo le modalità previste di seguito.

  • Assemblee studentesche
Le assemblee studentesche costituiscono occasione di partecipazione democratica per l'approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti.
Le assemblee studentesche possono essere di classe o di istituto. 
In relazione al numero degli alunni ed alla disponibilità dei locali l'assemblea di istituto può articolarsi in assemblea di classi parallele.
I rappresentanti degli studenti nei consigli di classe possono esprimere un comitato studentesco di istituto, che, per poter riunirsi in orario extrascolastico, è tenuto a presentare al D.S. dieci giorni prima la richiesta scritta. Dopo averne ottenuta l’autorizzazione, entro i cinque giorni precedenti la riunione, il comitato deve presentare la lista di eventuali esterni invitati a partecipare.
Il comitato può esprimere pareri o formulare proposte direttamente al Consiglio di Istituto.
E' consentito lo svolgimento di una assemblea di istituto ed una di classe al mese nel limite, la prima delle ore di lezione di una giornata e la seconda di due ore.
L'assemblea di classe non può essere tenuta sempre lo stesso giorno della settimana durante l'anno scolastico. Altra assemblea mensile può svolgersi fuori dell'orario delle lezioni, subordinatamente alla disponibilità dei locali.
Alle assemblee di istituto svolte durante l'orario delle lezioni, ed in numero non superiore a quattro, può essere richiesta la partecipazione di esperti di questioni sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente agli argomenti da inserire nell'ordine del giorno. Detta partecipazione deve essere autorizzata dal Consiglio d'Istituto.
A richiesta degli studenti, le ore destinate alle assemblee possono essere utilizzate per lo svolgimento di attività di ricerca, di seminario e per lavori di gruppo.
Non possono aver luogo assemblee nel mese conclusivo delle lezioni. All'assemblea di classe o di istituto possono assistere, oltre al Dirigente Scolastico od un suo delegato, i docenti che lo desiderino.
L’esercizio di diritto di assemblea e di riunione va concordato e richiesto con l’anticipo di cinque giorni per quella di classe e di dieci giorni per le assemblee d’Istituto. Il diritto va esercitato dopo l’autorizzazione della Dirigenza. Di ciascuna assemblea va redatto verbale da consegnare al Dirigente Scolastico che trasmetterà eventuali richieste agli organi competenti.
  • Funzionamento delle assemblee studentesche
L'assemblea di istituto deve darsi un regolamento per il proprio funzionamento che viene inviato in visione al consiglio di istituto.
L'assemblea di istituto è convocata su richiesta della maggioranza del comitato studentesco di istituto o su richiesta del 10% degli studenti.
La data di convocazione e l'ordine del giorno dell'assemblea devono essere preventivamente presentati al Dirigente Scolastico.
Il comitato studentesco, ove costituito, ovvero il presidente eletto dall'assemblea, garantisce l'esercizio democratico dei diritti dei partecipanti.
Il Dirigente Scolastico ha potere di intervento nel caso di violazione del regolamento o in caso di constatata impossibilità di ordinato svolgimento dell'assemblea.
  • Assemblee dei genitori
Le assemblee dei genitori possono essere di classe o di istituto.
I rappresentanti dei genitori nei consigli di classe possono esprimere un comitato dei genitori dell'istituto.
Qualora le assemblee si svolgano nei locali dell’istituto, la data e l'orario di svolgimento di ciascuna di esse debbono essere concordate di volta in volta con il Dirigente Scolastico.
L'assemblea di classe è convocata su richiesta dei genitori eletti nei consigli di classe; l'assemblea di istituto è convocata su richiesta del presidente dell'assemblea, ove sia stato eletto, o della maggioranza del comitato dei genitori, oppure qualora la richiedano almeno duecento genitori
Il Dirigente Scolastico, sentita la giunta esecutiva del Consiglio di Istituto, autorizza la convocazione e i genitori promotori ne danno comunicazione mediante affissione di avviso all'albo, rendendo noto anche l'ordine del giorno. L'assemblea si svolge fuori dell'orario delle lezioni.
L'assemblea dei genitori deve darsi un regolamento per il proprio funzionamento che viene inviato in visione al Consiglio di Istituto.
In relazione al numero dei partecipanti e alla disponibilità dei locali, l'assemblea di istituto può articolarsi in assemblee di classi parallele.

All'assemblea di classe o di istituto possono partecipare con diritto di parola il Dirigente Scolastico e i docenti rispettivamente della classe o dell'istituto.

1.5 Ingresso a scuola: registrazione presenza, giustificazione di ritardi e assenze, permessi di uscita anticipata
REGISTRAZIONE PRESENZA
L’inizio delle lezioni è alle ore 8.05. Secondo quanto stabilito dal Regolamento di Istituto sui ritardi e le assenze, lo studente può accedere a scuola fin dalle ore 7.45 per timbrare il badge. Dopo aver timbrato, non può più uscire dal perimetro scolastico.
INGRESSO SENZA BADGE Lo studente, che entra senza utilizzare il badge, viene accettato in classe, con Nota disciplinare: “ Lo studente ha dimenticato/ ha perso il badge” In caso di smarrimento l’alunno è tenuto a rivolgersi immediatamente alla Segreteria Didattica per richiedere  il rilascio di uno nuovo.
 
RITARDI
Gli studenti in ritardo alla prima ora di lezione, vengono  ammessi regolarmente in classe dal Docente in orario  fino alle ore 8.30; il ritardo deve essere giustificato dal genitore o dallo studente maggiorenne. La giustificazione dovrà avvenire subito per gli studenti maggiorenni, mentre per i minorenni il giorno successivo o comunque entro 7 giorni con firma dei genitori sul libretto. In questo modo l’ora sarà validata ai fini del computo delle presenze.
L’ammissione in classe va regolarmente indicata sul registro dal docente della prima ora come Ritardo Breve (sigla RB).

Dopo le 8.30, lo studente si dovrà presentare in classe dove potrà essere autorizzato ad entrare dal Docente, oppure dovrà attendere in corridoio davanti all’aula, essendo lo studente comunque sotto la vigilanza del Docente in orario.  In ogni  caso, l’ora verrà considerata come assenza e inciderà negativamente sul conteggio delle ore di frequenza obbligatoria ai fini della validità dell’anno scolastico. L’assenza nella prima ora di lezione va giustificata con le modalità di cui sopra.

L’ammissione in classe va regolarmente indicata sul registro dal docente della prima ora come Ritardo  (sigla R).
Ritardi ripetuti incidono negativamente sul voto di condotta, secondo quanto esemplificato nella Griglia di Valutazione del comportamento presente nel POF.
Non sono ammessi ritardi quando l’orario personalizzato o di classe prevede l’ingresso a scuola nelle ore successive alla prima.
Non essendo ammessi ingressi successivi all’inizio della seconda ora, il docente della classe riceve lo studente con nota disciplinare in mancanza di un valido motivo documentato. In caso di recidiva, il coordinatore contatta i genitori.

In casi eccezionali e documentati  (come nel caso della visita medica) va preventivamente chiesta al Dirigente Scolastico l’autorizzazione all’ingresso posticipato.

USCITE
Il Regolamento di Istituto non ammette uscite anticipate. In casi eccezionali lo studente che si trova nella necessità di dover uscire in anticipo, porterà il libretto scolastico compilato nella parte di interesse al docente Referente di Sede in Vice-presidenza durante l’intervallo ( sede centrale Prof. Casasola e Ambrosino; sede succursale Prof. Antonioli e Laveder)
Gli studenti minorenni non possono uscire anticipatamente se non prelevati da un genitore o da persona da essi delegata e munita di delega scritta assieme alla copia del documento del genitore e della persona delegata.
 
ASSENZE
La giustificazione fino a 4 giorni di assenza sarà registrata il giorno stesso del rientro a scuola dal Docente della prima ora sul giornale di classe on-line (non sarà più necessario strappare la cedola del libretto per il registro). Le assenze devono essere giustificate entro 7 giorni dal rientro salvo le assenze per malattia oltre i 5 giorni che vanno giustificate il giorno stesso del rientro anche con la presentazione del certificato medico(ogni documentazione medica, una volta esibita, va riconsegnata allo studente).
 
IN GENERALE
Ritardi e assenze influiscono negativamente sul buon esito dell’anno scolastico e sull’andamento delle lezioni in classe e, se non giustificati, incidono negativamente anche sul voto di condotta.
Tutti i ritardi e le assenze non giustificate entro  il termine perentorio di 7 giorni (o primo giorno di scuola utile dopo un periodo di sospensione delle attività didattiche) rimarranno ingiustificati. Per le assenze per malattia oltre i 5 giorni è obbligatorio presentare il certificato medico per la ri-ammissione.
Tutti i docenti sono tenuti ad una puntuale e corretta registrazione elettronica mediante le applicazioni del Programma ClasseViva.

Il personale collaboratore scolastico coadiuva i docenti e la Segreteria Didattica nell’accoglienza, vigilanza e sorveglianza degli alunni.

Con riferimento all’art. 14, comma 7 del DPR 122/2009 si prevede che ”A decorrere dall’anno scolastico di entrata in vigore della riforma della scuola secondaria di secondo grado, ai fini della validità dell’anno scolastico, compreso quello relativo all’ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato.[…] Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo.”

Il monte ore annuale è decurtato di 33 ore per gli studenti che scelgono di non essere presenti a scuola durante l’ora di IRC, quindi di non avvalersi neppure delle Attività Alternative offerte dall’Istituto.

gli studenti
inseriti nelle classi
non possono superare
con orario di 35 ore settimanali
(monte ore annuale 1155)
 
Liceo artistico: Indirizzo Audiovisivo e Multimediale;
Liceo artistico: Indirizzo Grafica
Classe terza, quarta e quinta
 
 
289 ore annuali con IRC
 
281 per chi non si avvale delle ore IRC nè di AA
 
con orario di 34 ore settimanali
(monte ore annuale 1122)
 
 
Primo Biennio Liceo artistico 
( Classi prima e seconda )
 
280 ore annuali con IRC
 
273 per chi non si avvale delle ore IRC nè di AA
con orario di 33 ore settimanali
(monte ore annuale 1089)
 
 
Tecnico Indirizzo Grafica e Comunicazione:
Classe prima
IPIA Fotografia: Classe prima
 
275 ore annuali con IRC
 
264 per chi non si avvale delle ore IRC nè di AA
con orario di 32 ore settimanali
(monte ore annuale 1056)
 
 
Tecnico Indirizzo Turismo: classi prima, seconda, terza, quarta e quinta
Tecnico Indirizzo Grafica e Comunicazione: classi seconda, terza, quarta e quinta
IPIA  e IPAG Fotografia: classi seconda, terza, quarta e quinta
 
 
264 ore annuali con IRC
 
256 per chi non si avvale delle ore IRC nè di AA

Quando lo studente ha superato i 30 giorni di assenza, il Coordinatore di classe avverte la famiglia, in quanto è necessario procedere al conteggio del monte ore complessivo di assenza,  visto che lo studente non deve superare un quarto dell’effettivo orario annuale di lezione per poter essere scrutinato a fine anno scolastico.

1.6   Permessi
Permessi annuali per entrata posticipata o uscita in anticipo
Al fine di agevolare gli studenti che si servono dei mezzi pubblici, la Provincia offre un servizio di collegamento tra la stazione dei Pullman e quella ferroviaria con l’Istituto; ragion per cui i permessi per entrata posticipata e di uscita anticipata vengono rilasciati soltanto in casi eccezionali. Ai fini del rilascio delle predette autorizzazioni, vengono presi in considerazione gli orari ufficiali dei mezzi pubblici e, solo in casi eccezionali, particolarissime situazioni familiari.
Il permesso per entrata posticipata e di uscita anticipata potrà essere modificato o revocato anche in corso d’anno se richiesto o utilizzato in forma impropria.Permessi di uscita anticipata per impegni sportivi. Premesso che la frequenza è prioritaria rispetto ad ogni altro impegno, tenuto conto tuttavia dell'importanza che l'attività sportiva riveste per la crescita dell’allievo, il processo di autostima e per il desiderio di affermazione, il D.S. autorizza l'uscita anticipata subordinandola al mantenimento di un profitto sufficiente nelle materie che risultano penalizzate; pertanto, soprattutto nel caso di studenti frequentanti la classe terminale (quinta), l'autorizzazione potrà essere revocata, sentito il Consiglio di Classe, in relazione alla situazione didattica dello studente.

1.7      Criteri per la formazione classi

1.7.1  Per tutte le classi
Gli studenti ripetenti di norma vengono iscritti nella classe corrispondente della stessa sezione, per motivi legati ai libri di testo e alla conoscenza degli insegnanti. E' possibile uno spostamento solo se viene presentata una richiesta motivata ritenuta accettabile a discrezione della Presidenza. Qualora si presenti una situazione particolare per l'alto numero dei ripetenti in una singola classe, gli studenti sono distribuiti in pari numero nelle classi. parallele della stessa lingua straniera; possono essere presi in considerazione suggerimenti, presentati al D.S. dopo la conclusione degli scrutini finali, da parte del Coordinatore di classe per ottenere un'equa distribuzione di alunni ripetenti e ripetenti di altre scuole, in merito a richieste di iscrizioni per la terza volta alla medesima classe, i singoli casi vengano discussi nel collegio di settembre, ad eccezione di casi con gravi e conosciuti motivi di salute che hanno impedito la promozione negli anni precedenti o per studenti diversamente abili.

1.7.2  Per le classi prime le domande dei ragazzi con più di 16 anni vengono vagliate dalla Presidenza, sentita la Commissione Formazione classi.

1.7.3  Per tutte le classi di nuova formazione, i criteri per la composizione sono:  .
- equa distribuzione degli alunni in relazione al profitto,
- equa distribuzione tra maschi e femmine per un miglior equilibrio sociale,
- equa distribuzione degli alunni stranieri,
- equa distribuzione in base all'età,
- equa distribuzione alunni con BES,
- tenere conto della zona di provenienza per facilitare la frequenza e la comunicazione tra gli studenti,
- desiderio espresso dall'alunno, se con una motivazione valida, comunque non vincolante,
- vincoli strutturali (laboratorio, lingue ecc.).

1.7.4 Se è necessaria la suddivisione di una classe, la scelta prende in considerazione la presenza di alunni con BES e la memoria scritta documentata dei Coordinatori per segnalare le situazioni problematiche e le motivazioni che consiglino o no lo smembramento di ciascuna classe

1.8  Criteri di ammissione alle classi prime
Qualora risultasse impossibile formare un numero di classi prime corrispondente alle richieste di iscrizione, a causa di un’oggettiva carenza di aule oppure del numero di postazioni disponibili nei laboratori, si adottano i seguenti criteri di accettazione, da applicare nell’ordine:
  1. frequenza ad un ministage di orientamento;
  2. residenza anagrafica secondo criteri di vicinanza alla sede di indirizzo scelto;
  3. colloquio orientativo, in particolare per gli alunni BES;
  4. inserimento alunni disabili (legge 104/92) in rapporto al numero di classi prime istituite;
  5. frequenza di altri componenti del nucleo familiare, già iscritti nell’Istituto;
  6. regolare percorso di studi (le domande di studenti con più di sedici anni vengono vagliate dalla Presidenza, sentita la Commissione Formazione classi);
  7. seconda iscrizione di alunni interni non promossi, con eventuale colloquio se la valutazione nelle materie di indirizzo è risultata particolarmente carente,oppure se il comportamento durante l’anno precedente non è stato osservante del Regolamento d’Istituto.
1.9  Criteri per la partecipazione studentesca a progetti
Per i Progetti che prevedono il coinvolgimento non di classi intere ma solo di alcuni studenti, in orario curriculare, la loro individuazione per proporre la partecipazione all’attività viene effettuata se possibile dal Consiglio di classe sulla base di una valutazione complessiva del comportamento e del profitto in particolare nelle discipline interessate; altrimenti viene chiesto il parere solo del Coordinatore di classe.
Criteri di selezione per gli alunni partecipanti agli incontri di mobilità internazionale
Organo competente : Commissione Europa su proposta del Consiglio di Classe
Candidati alla selezione : gli studenti delle classi 2°, 3° e 4° dell’istituto che, sotto la guida dei propri insegnanti,  avranno fattivamente contribuito alle attività previste dal progetto .
Criteri di selezione:◊Per ciascuna mobilità verranno selezionati in pari percentuale studenti di entrambe le sedi.
◊Valutazione del voto di condotta
◊Valutazioni riportate nello studio della lingua o delle lingue straniere
◊Eventuali segnalazioni del Consiglio di Classe in merito al possesso di doti relazionali, quali disponibilità, flessibilità, spirito di adattamento, apertura alle novità
A parità di condizioni verranno privilegiati gli studenti che non hanno mai avuto l’opportunità di  viaggiare.
 
1.10  Criteri di selezione per gli studenti agli stage estivi
Criteri di comportamento:
  • Nessuna sanzione  disciplinare grave
  • Comprovata serietà e affidabilità (scrutinio del Primo Quadrimestre voto di comportamento ≥ 8/10)
Criteri di merito scolastico:
  • Valutazioni del primo quadrimestre complessivamente positive (non più di tre discipline insufficienti non gravi)
  • Valutazione più che positiva nelle discipline d’indirizzo ( ≥ 7/10)
Modalità gestionali
Gli studenti sono abbinati alle aziende in relazione alla disponibilità di posti.
Le domande accolte con riserva, per motivi di rendimento scolastico, saranno rivalutate dopo l’esito del Recupero nel secondo quadrimestre.

 1 REGOLAMENTO CONCERNENTE LA DISCIPLINA DELLA VIGILANZA SUGLI ALUNNI

PREMESSO CHE:
la vigilanza è un obbligo che investe tutto il personale scolastico, riguardando in via primaria i Docenti, ma anche gli Ausiliari e, a diverso titolo, i Dirigenti scolastici;
al Dirigente scolastico non spettano compiti di vigilanza sugli alunni ma obblighi organizzativi di amministrazione e di controllo sull'attività degli operatori scolastici e un'attività di custodia (ex art. 2043 e 2051 del Codice Civile), per cui è di sua competenza porre in essere tutte le misure organizzative per garantire la sicurezza nell'ambiente scolastico e la disciplina tra gli alunni;
SI TRASMETTE
il REGOLAMENTO IN MATERIA DI VIGILANZA SUGLI ALUNNI e si forniscono, in via preventiva, alcune misure organizzative tese ad impedire il verificarsi di eventi dannosi nei confronti degli alunni, conseguenti a negligenze sulla vigilanza. Tutto il Personale della Scuola è tenuto a seguire scrupolosamente il seguente Regolamento.
Le misure organizzative adottate concernono la vigilanza degli alunni:
1. durante lo svolgimento delle attività didattiche;
2. dall'ingresso dell'edificio fino al raggiungimento dell'aula;
3. durante i cambi di turno tra i docenti;
4. durante l'intervallo/ricreazione;
5. durante il tragitto scuola - palestra, laboratorio, aule speciali e viceversa;
6. durante le visite guidate/viaggi d'istruzione.

PIANIFICAZIONE GENERALE DELL'ORGANIZZAZIONE DELLA VIGILANZA

1. VIGILANZA DURANTE LO SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITÀ' DIDATTICA
Fa parte degli obblighi di servizio imposti agli insegnanti quello di vigilare sugli allievi. A tal proposito, l'art. 29, comma 5, CCNL Scuola 2006/2009 dispone che, per assicurare l'accoglienza e la vigilanza sugli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni e ad assistere all'uscita degli alunni medesimi.
La responsabilità per l'inosservanza del predetto obbligo è disciplinata dagli artt. 2047 e 2048 Codice Civile.
Nelle ipotesi di responsabilità ex artt. 2047 e 2048 C.C. (vedi nelle Norme di Riferimento riportate in basso), l'insegnante si libera se prova di non aver potuto impedire il fatto, dimostrando, quindi, di aver esercitato la vigilanza nella misura dovuta, e che, nonostante l'adempimento di tale dovere, il fatto dannoso per la sua repentinità ed imprevedibilità gli abbia impedito uri tempestivo efficace intervento (Cass., sez III, 18.4.2001, n. 5668); è richiesta, perciò, la dimostrazione di aver adottato in via preventiva le misure organizzative idonee ad evitare il danno (Cass. Civ., sez III, 3.2.1999, n. 916 ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto sussistente la responsabilità dell'insegnante avuto riguardo alla circostanza dell'allontanamento ingiustificato della stessa dall'aula).
La Corte dei Conti, sez. III, 19.2.1994, n. 1623, ha ritenuto, inoltre, che l'obbligo della vigilanza abbia rilievo primario rispetto agli altri obblighi di servizio e che, conseguentemente, nell’ipotesi di concorrenza di più obblighi derivanti dal rapporto di servizio e di una situazione di incompatibilità per l'osservanza degli stessi, e quando le circostanze oggettive di tempo e di luogo non consentano il loro contemporaneo adempimento, il docente deve scegliere di adempiere il dovere di vigilanza.
Durante l'esercizio delle attività didattiche, il responsabile della vigilanza sugli alunni della classe è, dunque, il docente assegnato alla classe in quella scansione temporale. Il docente che, durante l'espletamento dell'attività didattica debba, non per futili motivi, assentarsi temporaneamente dalla classe, prima di allontanarsi dalla scolaresca deve incaricare un collaboratore scolastico di vigilare sugli alunni sino al suo ritorno. Se il collaboratore scolastico non è immediatamente disponibile al piano, il docente deve segnalare la richiesta in segreteria.
Il collaboratore scolastico non si può rifiutare di effettuare la vigilanza su richiesta del docente, come disposto dal Profilo Professionale (CCNL 2006/2009). Il collaboratore scolastico è responsabile per i danni subiti dagli alunni a causa della sua omessa vigilanza, solo se aveva precedentemente ricevuto l'affidamento dei medesimi.
 
2. VIGILANZA DURANTE I CAMBI D’ORA DEI DOCENTI
Al fine di assicurare la continuità della vigilanza sugli alunni durante il cambio d’ora, il docente che ha appena lasciato la classe si recherà tempestivamente nell'aula in cui è programmata la lezione successiva. Sempre per favorire il cambio di turno tra i docenti, quindi per garantire la continuità della vigilanza sugli alunni, i docenti che entrano in servizio dalla 2° ora in poi o che hanno avuto un'ora "libera", sono tenuti a farsi trovare, al suono della campana, già davanti all'aula interessata per consentire un rapido cambio del docente sulla scolaresca.
I collaboratori scolastici, all'inizio delle lezioni antimeridiane o ai cambi di turno dei docenti nelle classi, debbono accertarsi di eventuali ritardi o di assenze dei docenti nelle classi. In caso di ritardo o di assenza dei docenti, non tempestivamente annunciati dagli stessi, i collaboratori scolastici sono tenuti a vigilare sugli alunni dandone, nel frattempo, avviso all'Ufficio di Segreteria del Personale.
 
3. VIGILANZA DURANTE L'INTERVALLO/RICREAZIONE
Durante l'intervallo della ricreazione, si dispone che la sorveglianza sia effettuata ai piani e in cortile dai docenti impegnati secondo il calendario delle sorveglianze (inserire il discorso del cortile, magari con bidelli) in modo tale da poter vigilare sugli alunni, in quanto nell'intervallo è richiesta una maggiore attenzione per la prevedibile esuberanza degli alunni, che determina maggiori rischi di eventi dannosi o di uso di tabacco. Dal canto loro i ragazzi possono fare ricreazione negli spazi comuni interni ed esterni della scuola.
 
4. VIGILANZA SUGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
La vigilanza sugli alunni diversamente abili, soprattutto se alunni portatori di handicap grave, particolarmente imprevedibili nelle loro azioni ed impossibilitati ad autoregolamentarsi, deve essere sempre assicurata dal docente di sostegno o dall'operatore socio-sanitario o dal docente della classe eventualmente coadiuvato, in caso di necessità, da un collaboratore scolastico.
 
5. VIGILANZA DURANTE IL TRAGITTO SCUOLA – PALESTRA LABORATORI, AULE SPECIALI E VICEVERSA
Durante il tragitto scuola - palestra, laboratori, aule speciali e viceversa la vigilanza sugli alunni è affidata al docente della disciplina coadiuvato, in caso di necessità, da un collaboratore scolastico.
 
6. VIGILANZA DURANTE LE VISITE GUIDATE / VIAGGI D'ISTRUZIONE
La vigilanza sugli alunni durante lo svolgimento di visite guidate o viaggi d'istruzione dovrà essere costantemente assicurata dai docenti accompagnatori, assegnati in tale compito nel rapporto di un docente ogni quindici alunni (C.M. n. 623/96).
In caso di partecipazione di uno o più alunni portatori di handicap, sarà designato - in aggiunta al numero di accompagnatori dovuto in proporzione al numero dei partecipanti - un accompagnatore. Ai docenti accompagnatori, per i quali tale compito costituisce a tutti gli effetti prestazione di servizio espletata in modo particolare ed in tempi eccezionalmente dilatati, non è consentito in alcun momento abbandonare la vigilanza sugli alunni, in considerazione della imprevedibilità delle loro azioni.

7. PERMESSI PER USCITE ANTICIPATE. La materia delle uscite anticipate è già disciplinata dal Regolamento d’Istituto in vigore

NORME DI RIFERIMENTO
CCNL 2006-09 ART. 29, comma 5
Per assicurare l'accoglienza e la vigilanza sugli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni e ad assistere all’uscita degli alunni medesimi.
CCNL 2006-2009 - Profili di Area del Personale ATA - Area A
II docente che, durante l'espletamento dell'attività didattica debba, non per futili motivi, assentarsi temporaneamente dalla classe, prima di allontanarsi dalla scolaresca deve incaricare un collaboratore scolastico di vigilare sugli alunni sino al suo ritorno. Il collaboratore scolastico non si può rifiutare di effettuare la vigilanza su richiesta del docente, come disposto dal Profilo Professionale (CCNL 2006-2009 con richiamo al 24.7.2003). Il collaboratore scolastico è responsabile per i danni subiti dagli alunni a causa della sua omessa vigilanza, solo se aveva
precedentemente ricevuto l'affidamento dei medesimi.
CODICE CIVILE ART. 2047
In caso di danno cagionato da persona incapace di intendere e volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell'incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.
CODICE CIVILE ART. 2048
I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. [...]. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto.
CORTE DI CASSAZIONE, Sez. III, 18.4.2001, N. 5668
sez. III 11.02.2005, N. 2839
L'insegnante si libera se prova di non aver potuto impedire il fatto, dimostrando, quindi, di aver esercitato la vigilanza nella misura dovuta, e che, nonostante l'adempimento di tale dovere, il fatto dannoso per la sua repentinità ed imprevedibilità gli abbia impedito un tempestivo efficace intervento.
CORTE DI CASSAZIONE Sentenza 23/06/993 n. 6937
Responsabilità civile - Infortunio scolastico - obbligo di vigilanza sugli alunni - carattere relativo e non assoluto .
In materia di responsabilità civile degli insegnanti per i danni cagionati da fatti illeciti di loro allievi, il dovere di vigilanza imposto dall'art. 2048, comma 2, C.C. ha carattere relativo e non assoluto, poiché occorre correlarne il contenuto e l'esercizio in modo inversamente proporzionale all'età ed al normale grado di maturazione degli alunni; in tal modo, con l'avvicinamento di costoro all'età del pieno discernimento, l'espletamento di tale dovere non richiede la continua presenza degli insegnanti, purché non manchino le più elementari misure
organizzative dirette a mantenere la disciplina tra gli allievi.
NOTA USR VENETO (Prot. MIUR AOODRVE15637/C27i del 01/12/2014)
Uscita autonoma da scuola degli alunni – indicazioni
LA NATURA DEL DOVERE GENERALE DI VIGILANZA DELL'ISTITUTO NEI CONFRONTI DEGLI ALUNNI -Con l'accoglimento della domanda di iscrizione, ogni Istituto scolastico assume l'obbligo di vigilare sull'integrità psico-fisica, sulla sicurezza e sull'incolumità degli alunni. -Tale obbligo, qualificabile come posizione di garanzia penalmente rilevante (cfr. Casso Pen., n. 17574/2010), permane a carico degli addetti al servizio scolastico per tutto il tempo in cui gli alunni minorenni sono ad essi affidati, e quindi, fino al subentro dei loro genitori o di persone da questi incaricate.
I SOGGETTI SU CUI GRAVANO GLI OBBLIGHI CONNESSI AL DOVERE DI VIGILANZA -Il dovere di vigilanza predetto è riferibile in via preminente al personale docente, ma grava anche sul personale A.T.A., mentre gli obblighi organizzativi di controllo e di custodia ad esso funzionali -da adempiere tramite gli opportuni provvedimenti organizzativi di competenza -fanno capo al Dirigente Scolastico, cui è pertanto ascrivibile, a seconda dei casi, per la violazione dell'obbligo stesso, una responsabilità ex art. 2043 c.c. ovvero ex art. 2051 c.c. -Si precisa che se la violazione, da parte dei soggetti indicati, dell'obbligo in analisi, espone l'Istituzione Scolastica cui essi appartengono a diretta responsabilità, tuttavia, considerato il rapporto di immedesimazione organica che lega l'Amministrazione ai propri dipendenti, anche l'Amministrazione stessa è chiamata a rispondere, salva azione di regresso, ove siano accertati il dolo o la colpa grave di chi abbia direttamente cagionato l'evento dannoso.

LA NATURA DELLA RESPONSABILITÀ IN CASO DI VIOLAZIONE DEL DOVERE DI VIGILANZA E LA NECESSITÀ DI DISCIPLINARE LE MODALITÀ DI ADEMPIMENTO DELLO STESSO -La responsabilità nascente dalla violazione del dovere di vigilanza in questione non riveste carattere oggettivo, in quanto è comunque fondata sulla colpa. -Ne consegue che, nella valutazione di tale elemento soggettivo ai fini dell'accertamento della responsabilità, assumono rilievo a fini esimenti quei comportamenti, posti in essere dal soggetto obbligato, che documentino l'essersi egli dato carico della necessaria valutazione di prevedibilità e di prevenzione dei rischi, e l'avere egli conseguentemente modulato la propria azione con l'adozione delle cautele idonee a prevenire i rischi prevedibili. -Risulta dunque fondamentale, anche sotto tale profilo, la necessità di provvedere alla disciplina, tramite appositi atti formali (Regolamento di Istituto), delle modalità di adempimento del dovere di vigilanza in questione.

2. PROCEDURE E REGOLAMENTO SUL DIVIETO DI FUMO
(approvato in Consiglio di Istituto il giorno 11/02/2015)
1. RIFERIMENTI NORMATIVI
Il presente regolamento è emanato ai sensi della normativa vigente e in particolare:
- Art. 32 della Costituzione, che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo;
- Legge 11/11/1975 n. 584;
- Circolare Min. San. 5/10/1976 n. 69;
- Direttiva PCM 14/12/1995;
- Circolare Min. San. 28/03/2001, n. 4;
- Circolare Ministro della Salute 17 dicembre 2004;
- Accordo Stato - Regioni 16/12/2004;
- Circolare 2/Sanità/2005 14 gen 2005
- Circolare 3/Sanità/2005;
- Legge 28/12/2001, n.448 art. 52, punto 20;
- Legge 16/01/2003 n.3;
- Art. 51 della L. 3 del 16/01/2003;
- DPCM 23/12/2003;
- Legge finanziaria 2005 (incrementa del 10% le sanzioni precedenti)
- Decreto Legislativo 81/2008;
- Decreto Legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modifiche, in Legge
- Provvedimento dell’8 Novembre 2013 , n. 128;
- Legge 24 Novembre 1981, n. 689 – Modifiche al Sistema penale.
 
2. OGGETTO E CAMPO DI APPLICAZIONE
Il presente regolamento ha per oggetto l’attuazione nell’Istituto della normativa nazionale e regionale in materia di divieto di fumo e persegue il fine primario della “tutela della salute dei non fumatori”, nonché la prevenzione dei danni alla salute derivanti dalla esposizione attiva e passiva al fumo di tabacco.
La normativa vigente prevede il divieto totale di fumo, compreso l’utilizzo delle sigarette elettroniche, nelle “scuole, ospedali, uffici della pubblica amministrazione .”
Conseguentemente è vietato fumare in tutti i locali chiusi e nelle aree esterne di pertinenza di tutte le sedi dell’Istituto (nell’area cortile è segnalato il limite invalicabile).
 
3. FINALITÀ
Il presente documento è redatto con finalità educativa e si prefigge di:
1. tutelare la salute degli alunni, del personale e di tutti gli utenti dell'Istituzione Scolastica;
2. prevenire l’abitudine al fumo;
3. incoraggiare i fumatori a smettere di fumare;
4. garantire un ambiente salubre, conformemente alle norme vigenti di sicurezza sul lavoro;
5. fare della scuola un ambiente “sano”, basato sul rispetto della persona e della legalità e che faciliti nelle persone scelte consapevoli orientate alla salute propria ed altrui;
6. promuovere attività educative sul tema, inserite in un più ampio programma di educazione alla salute ed opportunamente integrate nel Piano dell’Offerta Formativa (POF) dell’Istituzione Scolastica;
7. far rispettare il divieto di fumo, stabilito dalle norme vigenti, in tutti i locali, nelle strutture ed in tutte le aree esterne di pertinenza.
 
4. SPAZI SOGGETTI AL DIVIETO DI FUMO
1. E' stabilito il divieto di fumo, anche per le sigarette elettroniche, in tutti i locali e nelle aree all’aperto di pertinenza dell'istituto scolastico.
2. In tutti gli ambienti scolastici sono apposti cartelli con l'indicazione del divieto di fumo, della relativa norma, delle sanzioni applicabili, i nominativi dei docenti e del personale ATA responsabili per la vigilanza, denominati responsabili preposti, cui spetta rilevare le violazioni.
3. Tutto il personale scolastico, docente e ATA, ha comunque l’obbligo di vigilanza e di segnalare eventuali infrazioni riscontrate ai responsabili preposti individuati dal Dirigente Scolastico e indicati nella cartellonistica di divieto di fumo.
4. Le sanzioni sono applicate a chiunque viola il divieto di fumo: studenti, personale docente e ATA, genitori ed esterni presenti negli spazi interni ed esterni dell’Istituto “G.VALLE”, sede centrale e succursale.
5. Durante tutte le attività scolastiche, nei tragitti di spostamento delle classi, durante le visite e i viaggi di istruzione permane il divieto di fumo.
 
5. SOGGETTI PREPOSTI AL CONTROLLO DELL’APPLICAZIONE DEL DIVIETO DI FUMO ED ALLA IRROGAZIONE DELLE SANZIONI
I responsabili preposti al controllo dell’applicazione del divieto di fumo vengono individuati nelle persone del dirigente stesso, dei collaboratori, del DSGA, dei docenti e tutte le unità del personale ATA nel loro orario di servizio e vigilanza, e sono indicati sugli appositi cartelli di divieto di fumo.
Tali soggetti irrogano la sanzione sugli appositi modelli con la controfirma del Dirigente Scolastico, o dei Collaboratori, o del DSGA.
Tutto il personale scolastico in servizio presso l’istituto ha il dovere dell’applicazione del divieto e si intende nominato con l’assunzione in servizio.
In virtù del presente regolamento e della conseguente nomina a tutto il personale, sarà compito dei preposti:
a. vigilare sulla corretta apposizione dei cartelli informativi, da collocarsi in posizione ben visibile in tutti i luoghi ove vige il divieto;
b. vigilare sull'osservanza del divieto, accertare le infrazioni, contestare immediatamente al trasgressore la violazione, verbalizzandola con l'apposita modulistica;
c. notificare, tramite gli uffici amministrativi, la trasgressione alle famiglie dei minorenni sorpresi a fumare ed ai trasgressori, comunque identificati, che hanno rifiutato la notifica.
 
6. SANZIONI
Le misure sanzionatorie applicabili sono quelle previste dall’art. 7 della legge n. 584/1975 e successive modificazioni, aumentate nella misura prevista dalla legge n. 311/2004 “Legge finanziaria 2005” (art. 1, comma 190 e 191) ovvero:
a. per i trasgressori al divieto di fumo si applicano le seguenti sanzioni amministrative (L. 584/1975 art.7): da € 27.50 a € 275,00 in caso di violazione del divieto di fumare, in particolare:
1. € 27,50 per violazione in area aperta
2. € 55,00 per violazione in area chiusa e scale di emergenza
Tali importi verranno aumentati di due volte, tre volte ecc. fino al massimo in caso di recidiva.
La misura della sanzione è raddoppiata (ed ammonta quindi da un minimo di € 55,00 ad un massimo di € 550,00) qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni di età.
b. per i soggetti incaricati dell’obbligo di curare l’osservanza del divieto e irrogare le sanzioni per l’infrazione, qualora non ottemperino tale obbligo: da € 220,00 a € 2.200,00; in particolare a partire dall’importo minimo, tale importo verrà aumentato di due volte, tre volte ecc. fino al massimo in caso di recidiva.
I dipendenti della scuola che non osservino il divieto nei luoghi dove è vietato fumare, in aggiunta alle sanzioni pecuniarie previste, possono essere sottoposti a procedimento disciplinare.
Tutti gli studenti (minorenni e maggiorenni) dovranno comunque rispettare il divieto di uscire dalle aree esterne di pertinenza della scuola.
 
7. PROCEDURA DI ACCERTAMENTO
Contestazione e Notificazione
1. Nei casi di violazione del divieto, i responsabili preposti di cui all'art. 4 comma 3 del presente regolamento procedono alla contestazione immediata previo accertamento della violazione utilizzando esclusivamente la modulistica dell'amministrazione scolastica.
Il verbale viene redatto in triplice copia: una per il trasgressore (consegnata o notificata), una per la scuola e una inviata al Prefetto, che sarebbe l' “autorità competente” di cui alla lettera b, del già ricordato articolo 4 della DPCM 14/12/95.
La compilazione del verbale va preceduta dalla numerazione progressiva e dalla personalizzazione con il timbro dell'Istituto .
2. In mancanza della contestazione personale al trasgressore, gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati entro il termine di 30 giorni dall'accertamento, mediante raccomandata A/R.
3. In caso di trasgressione della norma da parte di minore, il relativo verbale verrà notificato alla famiglia, con raccomandata A/R, unitamente all’invio del modello F23 per il pagamento.
4. Entro trenta giorni dalla contestazione o notificazione l’interessato può far pervenire all’Autorità competente, il Prefetto, scritti difensivi e documenti e può chiedere di essere sentito dalla medesima.
5. Ai sensi della normativa vigente, al personale dipendente dell'Ente scolastico, è vietata la riscossione diretta della sanzione amministrativa.
6. Al fine della più ampia informazione e sensibilizzazione in materia, il presente Regolamento dovrà essere pubblicizzato adeguatamente, anche attraverso apposita comunicazione alle famiglie.
 
8. PAGAMENTO CONTRAVVENZIONI
Il pagamento della sanzione amministrativa, da parte del trasgressore, può essere effettuato:
1. in banca o presso gli Uffici postali utilizzando il modello F23 Codice tributo 131T e indicando la causale del versamento (Infrazione al divieto di fumo – IIS “G.Valle” - Padova verbale N. ________ del ______________);
2. direttamente presso la tesoreria Provinciale competente per territorio;
3. presso gli Uffici Postali tramite bollettino di conto corrente postale intestato alla Tesoreria Provinciale competente per Territorio, indicando la causale del versamento (come sopra).
L’interessato dovrà far pervenire, entro 60 giorni, con raccomandata a mano o per posta (Raccomanda A/R), la ricevuta dell’avvenuto pagamento alla Scuola, onde evitare l’inoltro del rapporto al Prefetto territorialmente competente.
Si fa riferimento ai seguenti ALLEGATI ALLA PROCEDURA:
Allegato A: Verbale di accertamento e contestazione del divieto di fumare;
Allegato B: Trasmissione al Prefetto di copia del verbale;
Allegato C: Comunicazione al Prefetto di mancata esibizione di ricevuta di versamento;
Allegato D: Notifica di violazione ai genitori dell’alunno minorenne ai sensi e per gli effetti dell’art. 14 legge n. 689/1981;
Allegato E: Nomina agenti accertatori di infrazione del divieto di fumo;
Allegato F: Istruzioni generali per le contravvenzioni al divieto di fumo.
 
 3.REGOLAMENTO PER STUDENTI ALL'ESTERO DURANTE PERIODI DI LEZIONE
Sulla base dell’esperienza maturata  e alla luce delle indicazioni ministeriali sulla mobilità studentesca 2  l’Istituto promuove, sostiene e valorizza la mobilità internazionale degli studenti attraverso una serie di iniziative che gratifichino chi le ha svolte ed incentivino altri a svolgerle.Per questo motivo adotta un regolamento relativo al reinserimento degli studenti che hanno svolto periodi di studio all’estero valido per tutti i consigli di classe.
In tale regolamento sono fissate le linee guida per le prove e le discipline oggetto di integrazione al rientro dal periodo all’estero per assicurare trasparenza e coerenza fra i diversi cdc dell’Istituto
Si distinguono le seguenti tipologie di soggiorno all'estero:
  1. per un anno
  2. per qualche mese
  3. per un periodo da 1 a 3  settimane (stage in azienda, eventuali scambi o altri progetti di mobilità  che non riguardano l'intera classe).
  1. Studio all’estero per un anno
L'ordinamento della scuola italiana prevede la possibilità di frequentare un anno di studio all'estero senza conseguenze sulla promozione alla classe successiva 3. Si ritiene che il periodo più appropriato per un anno di studio all’estero sia il penultimo del corso degli studi (classe quarta).
Prima della partenza
  1. Gli studenti che intendono candidarsi per un anno all’estero sono invitati a chiedere preventivamente il parere dei rispettivi consigli di classe che, tramite il coordinatore, possono esprimere anche una valutazione di merito incentivandoli ad aderire oppure scoraggiando, per esempio, gli studenti che, dal curricolo degli anni precedenti oppure già nella prima valutazione intermedia della classe terza, risultano deboli nel profitto.
  1. Prima della partenza lo studente sottoscriverà un contratto formativo dove si impegnerà a:

o  tener informata la scuola delle attività e discipline studiate nella scuola all’estero e dei risultati conseguiti.
o  La scuola si impegnerà a fornire ogni informazione utile per un buon reinserimento da preparare anche durante il soggiorno all’estero.
1 le istituzioni scolastiche “provvedono a tutti gli adempimenti relativi alla carriera scolastica degli alunni e disciplinano, nel rispetto della legislazione vigente, le iscrizioni, le frequenze, le certificazioni, la documentazione, la valutazione, il riconoscimento degli studi compiuti in Italia e all'estero ai fini della prosecuzione degli studi medesimi, la valutazione dei crediti e debiti formativi, la partecipazione a progetti territoriali e internazionali, la realizzazione di scambi educativi internazionali.” (DPR 08.03.1999 n. 275, art. 14, c.2).
2 Linee di indirizzo sulla mobilità studentesca internazionale individuale (nota MIUR prot. N. 843 del 10 Aprile 2013)
3 Nota della Direzione Generale Ordinamenti Scolastici prot. 2787 del 20 aprile 2011 - Ufficio Sesto. Oggetto: Titoli di studio conseguiti all’estero. TITOLO V - Soggiorni di studio all'estero
“ … le esperienze di studio compiute all'estero dagli alunni, per periodi non superiori ad un anno scolastico e che si devono concludere prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, sono valide per la riammissione nella scuola di provenienza e sono valutate ai fini degli scrutini, sulla base della loro coerenza con gli obiettivi didattici previsti dai programmi di insegnamento italiani.
A tale scopo, per un preliminare giudizio sul programma di studio, il Consiglio di classe competente acquisisce, direttamente dalla scuola straniera che l'alunno interessato intende frequentare, informazioni relative ai piani e programmi di studio che l'alunno medesimo intende svolgere ed al sistema di valutazione seguito presso la scuola straniera.
Al termine degli studi all'estero, il Consiglio di classe competente, visto l'esito degli studi compiuti presso la scuola straniera ed il risultato dell'eventuale prova integrativa, delibera circa la riammissione dell'alunno, compreso, limitatamente agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, l'inserimento in una delle bande di oscillazione del credito scolastico previste dalla vigente normativa. Considerato il significativo valore educativo delle esperienze di studio compiute all'estero e l'arricchimento culturale della personalità dello studente che ne deriva, si invitano, pertanto, le istituzioni scolastiche a facilitare per quanto possibile, nel rispetto della normativa del settore, tale tipologia educativa.”
Lo studente non ammesso alla classe quarta non può partecipare all’anno di studio oppure, se vi partecipa, dovrà ripetere la classe terza al rientro.
Lo studente con giudizio sospeso al termine della terza dovrà partire dopo aver sostenuto le prove d’esame. In situazioni eccezionali si troveranno soluzioni alternative caso per caso.

Durante l’anno all’estero

Il c.d.c., in sede di scrutinio del I quadrimestre, delibererà se è necessario un colloquio integrativo ed eventualmente le discipline da integrare al rientro dall’anno all’estero.
Per assicurare coerenza tra i diversi consigli di classe si fissano alcuni criteri comuni per l'individuazione di eventuali discipline da integrare tenuto conto che:
o  E' naturalmente impossibile che ci possa essere coincidenza tra le discipline del corso di studi italiano e le discipline frequentate all'estero. Per quelle non frequentate: l'integrazione dovrà riguardare soprattutto le competenze e solo i contenuti ritenuti indispensabili per affrontare il programma del quinto anno.
o  Non c'è coincidenza tra recupero di alcuni argomenti e colloquio integrativo a settembre. Per alcune discipline è consigliabile una integrazione da effettuarsi durante i primi mesi di scuola e per altre è meglio prevedere periodi un po’ più lunghi o la frequenza di sportelli pomeridiani.
o  In ogni caso vengono escluse prove integrative che comportino prove scritte e, per il colloquio, non si ritiene siano integrabili più di TRE discipline.
o  Per non creare disparità tra i diversi consigli di classe, i dipartimenti  disciplinari definiscono un programma standard per eventuali discipline comuni da integrare.
o  Per le discipline scientifiche frequentate si terrà presente il programma effettivamente svolto all’estero.
Durante l’anno all’estero lo studente costruisce un portfolio con tutti i documenti, compiti esercitazioni prodotti all’estero che poi esibirà al Cdc al suo rientro.
Per assicurare trasparenza ed uniformità tra i diversi consigli di classe le comunicazioni con gli studenti all’estero verranno curate dai coordinatori dei  rispettivi consigli di classe che si impegneranno alla collaborazione con le docenti referenti della mobilità europea ed internazionale affinché possa essere steso un piano unitario di istituto per la riammissione degli studenti

Al rientro in Italia

Al rientro:

o  Lo studente dovrà portare la valutazione finale della scuola per tutte le discipline frequentate all’estero e il programma svolto.
o  Il consiglio della classe quinta (se lo studente ha frequentato il penultimo anno all’estero) accoglie lo studente rientrato e, sulla base della scuola frequentata, delle discipline studiate e delle valutazioni riportate, può confermare la decisione già assunta al I quadrimestre oppure decidere di ammettere lo studente anche senza prove integrative. E’ esclusa la possibilità della non ammissione alla classe quinta.
o  Se lo studio di alcune parti essenziali delle discipline non studiate in quarta viene differito nel corso dei primi mesi della classe quinta, la verifica della padronanza dei contenuti di argomenti di quarta non può dar luogo a valutazioni da imputare al quinto anno.  La valutazione finale di ammissione o non ammissione all’esame di stato dovrà basarsi esclusivamente su argomenti trattati nel corso del quinto anno da parte dell’intera classe.

o  L'assegnazione del credito: il consiglio di classe terrà presente la valutazione dello studente al termine del terzo anno e il giudizio riportato nella scuola frequentata all'estero. Le prove integrative, per la loro natura, non possono essere assunte come criterio di valutazione in vista dell'assegnazione del credito. Il consiglio potrà quindi confermare il punteggio già assegnato in terza oppure aumentare il punteggio riconoscendo il valore del credito formativo maturato all’estero. Anche la relazione su quanto svolto all'estero e la documentazione raccolta (vedi portfolio) contribuiscono alla valutazione complessiva dell'esperienza in vista del miglioramento del punteggio del credito.

 

  1. Studio all’estero per qualche mese

L’istituto incentiva lo scambio individuale di studenti per qualche mese con scuole estere in progetti di mobilità internazionale.

Scelta degli studenti

Lo scambio avverrà durante il terzo anno di corso. Gli studenti verranno scelti sulla base dei Criteri di selezione alunni partecipanti alla mobilità internazionale, di cui al p. 1.9, pag. 66 del Regolamento di Istituto (appendice al POF)
  • Per ciascuna mobilità verranno selezionati in pari percentuale studenti di entrambe le sedi.
  • Valutazione del voto di condotta
  • Valutazioni riportate nello studio della lingua o delle lingue straniere
  • Eventuali segnalazioni del Consiglio di Classe in merito al possesso di doti relazionali, quali disponibilità, flessibilità, spirito di adattamento, apertura alle novità
A parità di condizioni verranno privilegiati gli studenti che non hanno mai avuto l’opportunità di viaggiare.
Si terrà conto anche di quanto emergerà  dal colloquio motivazionale con  studente e famiglia effettuato dalla commissione e della eventuale disponibilità ad ospitare in famiglia lo studente  straniero con cui condividerà l’esperienza nel caso di mobilità con reciprocità.

Periodo di studio all'estero

Il periodo sarà di 1, 2 o 3 mesi e potrà avvenire in qualsiasi periodo dell’anno scolastico, se possibile saranno privilegiati i primi mesi. Il consiglio di classe di appartenenza designa un docente referente per le comunicazioni durante il periodo di studio all’estero che opererà in accordo con le docenti referenti per la  mobilità europea ed internazionale.
Materie frequentate e materie che non frequenta
Lo studente seguirà le lezioni nella classe di corrispondenza in base all’età anagrafica. Dato che alcune materie non coincideranno, si cercherà, se possibile, di integrarle con ore di frequenza in altre classi dove ci sono gli insegnamenti mancanti. Per alcune materie che non hanno riscontro nel paese ospite, lo studente si manterrà in contatto con la classe di partenza e cercherà di mantenersi aggiornato sui punti essenziali del programma svolto.
Cosa succede durante
Frequenta le normali ore curricolari della classe di destinazione e si mantiene aggiornato su quello che succede nella scuola di provenienza. Costruisce un portfolio con tutti i documenti, compiti, esercitazioni prodotti all’estero che poi esibirà al Cdc al suo rientro
Cosa succede al rientro
Riprende la normale frequenza, recuperando in itinere gli eventuali obiettivi minimi decisi dal CdC. Nel caso in cui il periodo di soggiorno all’estero coincidesse con gli ultimi mesi di scuola lo scrutinio finale terrà conto delle valutazioni di tutto l’anno prima della partenza e di quelle ricevute nella scuola all’estero. E’ escluso che possa venire non ammesso alla classe successiva per la mancata frequenza degli ultimi mesi e non sono previsti colloqui integrativi. Eventuali contenuti carenti e ritenuti indispensabili potranno essere recuperati all’avvio dell’anno successivo.
Le verifiche e le valutazioni
Vengono accettate le valutazioni espresse dai colleghi della scuola presso cui si è svolta la mobilità e all’alunno/a viene dato del tempo per raggiungere gli obiettivi minimi espressi dal CdC.
  1. Studio all’estero per qualche settimana
Si tratta degli studenti che effettuano lo STAGE ALL’ESTERO in coincidenza con le settimane di lezione.
Gli studenti si terranno informati via mail dell’avanzamento dei programmi. Al loro ritorno, in caso di dubbi, parleranno con gli insegnanti delle singole discipline e in breve si rimetteranno al passo con gli altri. E’ opportuno dispensarli dalle verifiche per un ragionevole lasso di tempo –es. 10 gg. – per dare loro il tempo di rimettersi in pari.
 
  1. MODALITÀ E CRITERI PER LA CONCESSIONE IN USO TEMPORANEO E PRECARIO DEI LOCALI SCOLASTICI
Art. 1 Principi fondamentali
Con riferimento alla normativa vigente, si enunciano i seguenti principi fondamentali:
a. l’utilizzo delle strutture scolastiche da parte di terzi deve essere compatibile con le finalità e la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile (D.Lgs n. 297/94 art. 96);
b. l’utilizzo delle strutture scolastiche da parte di terzi deve essere coerente con le specificità educative dell’Istituto;
c. l’edificio scolastico può essere concesso solo per utilizzazioni temporanee (D.I. 44/2001 art. 50);
d. l’utilizzo delle strutture scolastiche da parte di terzi, per quanto riguarda il comma 1, può di norma venire solo fuori dell’orario del servizio scolastico (D.Lgs n. 297/94 art. 96);
e. il provvedimento concessorio, disposto dal Dirigente Scolastico, deve disciplinare dettagliatamente le condizioni di utilizzo, secondo quanto disposto all’articolo 8 del
presente Regolamento, per garantire la scuola sotto l’aspetto patrimoniale e del servizio;
f. nel valutare le richieste, si determinano le priorità indicate al punto 2;
g. l’attività negoziale è soggetta ai principi di trasparenza, informazione e pubblicità (D.I.44/2001 art 35).
h. nei locali e nell’area esterna di pertinenza della scuola è vietato fumare (L. 128 – 8/11/2013)
i. è facoltà del DS ritirare la concessione dei locali in qualsiasi momento per giustificati motivi. In caso di sospensione, le somme versate non saranno restituite.
l. dopo la conferma della concessione da parte del DS, il corrispettivo concordato dovrà essere versato anticipatamente prima dell’utilizzo dei locali concordati
m. nel contratto concessorio, il contraente dovrà sottoscrivere per la presa visione e accettazione il regolamento di Istituto in vigore.
Art. 2 Criteri di assegnazione
I locali scolastici possono essere concessi in uso temporaneo e precario ad Istituzioni, Associazioni, Enti o Gruppi organizzati, per l’espletamento di attività aventi finalità di promozione culturale, sociale e civile dei cittadini. I contenuti dell’attività o iniziativa proposta saranno valutati in base ai seguenti criteri di assegnazione:
a. attività che perseguono interessi di carattere generale e che contribuiscono all’arricchimento sociale, civile e culturale della comunità scolastica;
b. attività che favoriscono i rapporti fra l’istituzione scolastica e il contesto culturale, sociale, ed economico del territorio locale (DPR 275/99) e le interazioni con il mondo del lavoro;
c. attività di istruzione e formazione coerenti col POF;
d. natura del servizio prestato, con particolare riferimento a quelli resi gratuitamente al pubblico;
e. specificità dell’organizzazione, con priorità a quelle di volontariato e alle associazioni che operano a favore di terzi, senza fini di lucro e ad associazioni professionali del personale della scuola;
f. qualità e originalità delle iniziative proposte, particolarmente nell’ambito delle attività culturali;
g. esigenze, in particolare, di enti e associazioni operanti nell’ambito scolastico.
L’assoluta preminenza e priorità deve comunque essere assicurata alle attività proprie della scuola rispetto all’utilizzo da parte di concessionari esterni, la cui attività non dovrà interferire con quella scolastica né recare alcun pregiudizio al buon funzionamento dell’Istituto.
Gli Enti Locali possono utilizzare i locali scolastici e le attrezzature per fini istituzionali, concordando le modalità di utilizzo direttamente col Dirigente Scolastico.
In nessun caso può essere concesso l’utilizzo per attività con fini di lucro.
Art. 3 Responsabilità del concessionario
Il concessionario è responsabile di ogni danno causato all’immobile, agli arredi, agli impianti, da qualsiasi azione od omissione dolosa o colposa a lui direttamente imputabile o imputabile a terzi presenti nei locali scolastici in occasione dell’utilizzo dei locali stessi, ed è tenuto ad adottare ogni idonea misura cautelativa.
L’istituzione scolastica è pertanto sollevata da ogni responsabilità civile e penale derivante dall’uso dei locali da parte di terzi.
Art. 4 Doveri del concessionario
In relazione all’utilizzo dei locali, il concessionario deve assumere nei confronti dell’istituzione scolastica i seguenti impegni:
a. indicare nominativo e recapiti del responsabile della gestione dell’utilizzo dei locali quale referente verso l’istituzione scolastica;
b. osservare incondizionatamente l’applicazione delle disposizioni vigenti in materia, particolarmente riguardo alla sicurezza, igiene, salvaguardia del patrimonio scolastico;
c. lasciare i locali, dopo l’ uso, in ordine e comunque in condizioni idonee a garantire il regolare svolgimento delle attività scolastiche;
d. segnalare tempestivamente all’istituzione scolastica qualsiasi danno, guasto, rottura, malfunzionamento o anomalie all’interno dei locali;
e. sospendere l’utilizzo dei locali in caso di programmazione di attività scolastiche da parte dell’ istituzione scolastica;
f. nel caso di utilizzo di laboratori di informatica attenersi al Regolamento del laboratorio e far riferimento al Responsabile del laboratorio per ogni problematica relativa g. assumersi ogni responsabilità derivante dall’inosservanza di quanto stabilito;
g. esibire copia delle polizze assicurative di responsabilità civile di copertura di danni arrecati a cose e/o persone nel corso dell'utilizzo deli locali concessi;
h. accettare incondizionatamente di rispettare il Regolamento di Istituto;
i. accettare incondizionatamente le condizioni e i termini presenti nel presente Regolamento.
Art. 5 Usi incompatibili
Sono incompatibili le concessioni in uso che comportino la necessità di spostare il mobilio e gli arredi dell’edificio scolastico. L’eventuale posizionamento di materiale all’interno dell’edificio scolastico è disciplinato dettagliatamente dall’accordo di concessione. Non sono consentite attività legate alle campagne di promozione politica.
Art. 6 Divieti particolari
E’ vietato fumare negli spazi interni ed esterni. Il personale in servizio nella scuola, in funzione di vigilanza, è incaricato di far rispettare il divieto.
E’ vietato l’accesso a locali non richiesti e non specificatamente concessi in uso.
E' vietato fumare in tutti gli spazi scolastici sia interno che esterni, anche al di fuori dell'orario scolastico.
E’ vietato l’utilizzo di materiali e attrezzature non richiesti e non specificatamente concessi.
Durante qualsiasi manifestazione, è vietata la vendita e la consumazione di cibarie e bevande all’interno delle sale.
E’ vietata l’istallazione di strutture fisse o di altro genere, se non specificamente autorizzate dall’istituzione scolastica.
E’ vietato lasciare, all’interno dei locali e fuori dell’orario di concessione, attrezzi e quant’altro che possa pregiudicare la sicurezza dell’edificio e in ogni caso, l’istituzione scolastica non è responsabile della loro custodia.
Art. 7 Procedura per la concessione
Le richieste di concessione dei locali scolastici devono essere inviate per iscritto alla istituzione scolastica; le stesse dovranno contenere:
a. l’indicazione del soggetto richiedente;
b. lo scopo preciso della richiesta;
c. le generalità della persona responsabile e di eventuali altri operatori presenti nell’edificio;
d. la specificazione dei locali e delle attrezzature richieste;
e. le modalità d’uso dei locali e delle attrezzature;
f. i limiti temporali dell’utilizzo dei locali;
g. il numero di persone che utilizzeranno i locali scolastici;
Il Dirigente Scolastico nel procedere alla concessione verificherà:
a. se la richiesta è compatibile con i principi dell’articolo 1 e i criteri dell’articolo 2 del presente Regolamento;
b. se i locali siano disponibili per il giorno e nelle fasce orarie richieste.
Se il riscontro avrà esito negativo, il Dirigente Scolastico dovrà comunicare tempestivamente il diniego della concessione.
Se il riscontro sarà positivo il Dirigente Scolastico dovrà comunicare al richiedente l’assenso di massima. Una volta effettuati i riscontri e gli adempimenti di cui sopra il Dirigente Scolastico emetterà il formale provvedimento concessorio.
E' facoltà del Dirigente Scolastico ritirare la concessione dei locali per giustificati motivi.
Art. 8 Corrispettivi
Nel caso che il richiedente avanzi istanza di utilizzo dei locali, la quota per eventuali servizi di sostegno all’iniziativa da parte del personale dell’istituzione scolastica (assistenza, pulizia e altro) è versata direttamente all’Istituzione scolastica.
Il costo sarà stabilito dal Dirigente Scolastico sentito il Direttore Servizi Generali e Amministrativi. Il corrispettivo comunque non potrà essere inferiore al costo derivante da oneri aggiuntivi a carico della scuola per le spese di materiali, servizi strumentali, personale.
Di quanto disposto nel presente articolo deve essere fatta esplicita menzione negli accordi stabiliti fra Istituto scolastico e terzi nonché nel decreto concessorio.
Per la concessione dei locali, sulla base delle regole stabilite nei precedenti punti, sono previste, a carico dell’utilizzatore, le seguenti tariffe orarie e giornaliere, comprensive delle spese per il personale ATA e del materiale di pulizia:
€ 30,00 orarie per l’utilizzo delle aule
€ 40,00 orarie per l’utilizzo dei laboratori
€ 50,00 orarie per l’utilizzo del’Aula Magna
€ 120,00 per l’utilizzo delle aule intera giornata
€ 150,00 per l’utilizzo di laboratori intera giornata
Oltre le 20 ore il Consiglio di Istituto definisce un contributo forfetario per uso attrezzature e pulizia. 
Art. 9 Concessione gratuita
In casi del tutto eccezionali, quando le iniziative sono particolarmente meritevoli e rientranti nella sfera dei compiti istituzionali della scuola o dell’Ente locale, i locali possono essere concessi anche gratuitamente, purché non richiedano prestazioni di lavoro straordinario al personale, per assistenza e pulizia.
Art. 10 Provvedimento concessorio
Il provvedimento concessorio è disposto dal Dirigente Scolastico e dovrà contenere:
a. l’indicazione del soggetto richiedente;
b. lo scopo preciso della richiesta;
c. le generalità della persona responsabile;
d. l’indicazione dei locali, delle attrezzature, dei servizi strumentali concessi;
e. le modalità d’uso dei locali, delle attrezzature, dei servizi strumentali;
f. i limiti temporali dell’utilizzo dei locali;
g. il numero di persone autorizzate ad utilizzare i locali;
h. la valutazione di compatibilità con i principi dell’articolo 1 e i criteri dell’articolo 2 del presente Regolamento;
i. il richiamo alla responsabilità e ai doveri del concessionario di cui agli articoli 3 e 4;
j. le condizioni alle quali è subordinato l’uso dei locali;
k. l’indicazione dell’eventuale corrispettivo, di cui all’articolo 8.
La concessione può essere revocata in qualsiasi momento per motivate e giustificate
esigenze dell’istituzione scolastica.
Nel caso di studenti con giudizio sospeso in materie interessate da corsi di recupero estivi dell’Istituto il periodo di svolgimento dello stage viene posticipato.
A giudizio del Consiglio di Classe, l’attività svolta, adeguatamente certificata dall’Azienda (con valutazione complessiva ≥ 8/10), potrà costituire credito formativo che verrà valutato  in sede di scrutinio finale della classe successiva a quella frequentata durante lo stage estivo.
Qualora, a conclusione degli abbinamenti studente-azienda, vi fossero altri posti disponibili questi saranno proposti agli studenti esclusi dalla graduatoria che nello scrutinio di fine anno abbiano acquisito i parametri di condotta e merito richiesti.
7.    REGOLAMENTO DEI CONCORSI
I concorsi interni e borse di studio vengono banditi, previa delibera del C.d.I., ove siano previsti rimborsi spese o premi a carico dell'Istituto. Il bando di concorso verrà firmato dal Dirigente Scolastico in funzione delle diverse esigenze didattiche e di ricerca sul tema.
Soggetti proponenti: Consiglio di Istituto - Collegio docenti - Consigli di classe – Dipartimenti.
Commissione interna giudicatrice:
La commissione giudicatrice sarà nominata dal Dirigente Scolastico con corsi in un numero complessivamente dispari di componenti e non inferiore a cinque o superiore a nove.
I Componenti della Commissione giudicatrice sono in linea di massima:
- Il Dirigente Scolastico
- da 2 a 5 docenti;
- da 2 a 3 componenti esterni di settore (nel caso di concorsi esterni)
- da 2 a 3 rappresentanti della componente alunni ( solo nei concorsi interni).
Criteri di nomina dei membri della Commissione giudicatrice:
-Tra i componenti docenti deve essere garantita la presenza di un insegnate di indirizzo professionale
I commissari giudicanti, con la sola eccezione del Dirigente Scolastico, saranno a rotazione e comunque mai partecipanti al Concorso. A richiesta dell'Istituto o dell'Ente uno di questi Commissari sarà un rappresentante di settore.
I Commissari della componente alunni non dovranno aver partecipato personalmente , in gruppo o a livello di classe al concorso in oggetto.
l criteri di valutazione dei lavori verranno stabiliti e verbalizzati dalla Commissione giudicatrice nel rispetto dell'assoluto anonimato degli elaborati presentati.
Premi:
I premi per concorsi interni e senza sponsorizzazioni saranno deliberati dal Consiglio d'istituto, vista la disponibilità finanziaria della scuola.
I calendari delle operazioni di giudizio e della premiazione saranno stabilite dalla Commissione giudicatrice.
Per i concorsi esterni, proposti da enti pubblici e privati o da privati, è necessario rispettare le seguenti modalità:
       I diversi concorsi verranno indirizzati, tenendo conto della specificità del corso di studi, in senso orizzontale (per anno di corso), in senso verticale (dalla seconda alla quinta) o alla totalità delle classi a seconda della specificità del concorso e degli impegni delle singole classi e/o corsi.
Limite alla partecipazione:
-Per le classi terze e quinte, in linea di massima la partecipazione a concorsi è limitata al primo quadrimestre, salvo eccezioni preventivamente autorizzate dal Consiglio di classe.
-In considerazione delle numerose iniziative didattiche presenti all'interno dell'istituto, la partecipazione di ciascuna classe ai concorsi è limitata a numero 2 annui salvo esplicita ed eccezionale deroga approvata preventivamente dal Consiglio di Classe.
Tempi di attuazione :
Le attività connesse allo svolgimento del concorso da parte degli studenti si effettueranno principalmente durante le ore specifiche delle materie coinvolte.
La realizzazione delle iniziative di concorsi approvati dal Consiglio di classe potranno comportare delle variazioni nel normale orario settimanale. Tali variazioni verranno comunicate con congruo anticipo agli insegnanti interessati al fine di poter adeguatamente programmare la loro attività didattica.
Nei venti giorni immediatamente precedenti la conclusione dei quadrimestri (fine gennaio - fine maggio) le attività connesse ai Concorsi dovranno impegnare le materie  specifiche nell'ambito delle previste ore curriculari.

 

Pof1516-Regolamenti.docx